La liposuzione, detta anche lipoaspirazione, inizia ad affermarsi come tecnica chirurgica per la riduzione dei volumi di massa grassa in eccesso negli anni 70, in Francia, ad opera di Fournier e Illouz, e in Italia ad opera di Fischer .
Inizialmente la liposuzione veniva eseguita a secco, cioè in anestesia generale e con una grossa cannula, addentrati nella massa grassa eccedente, veniva aspirata con un aspiratore e con il classico movimento di andirivieni. La liposuzione è molto diversa rispetto alle nuove tecniche introdotte che mirano sì alla riduzione della massa grassa, ma con grande attenzione rivolta all’aspetto estetico, o meglio all’armonia del corpo in generale. Basti citare fra queste ultime il lipomodel, liposound, la micro lipoaspirazione, ecc…
La liposuzione nasce quindi negli anni 70 come tecnica per ridurre i volumi, si affermerà via via negli anni con sempre maggiori attenzioni al ridimensionamento della cellulite ( buccia d’arancia) e all’armonia del corpo, facendo uso della tumescenza ( anestesia locale con grandi quantità di fisiologica, soluzione di Klein più o meno modificata). L’anestesia generale è pressoché abbandonata e ha preso sempre più piede quella locale, eventualmente con l’utilizzo di una leggera sedazione . Le grosse cannule di una volta sono state sostituite con micro cannule che non lasciano esiti cicatriziali ( la pelle viene perforata e non vi sono punti di sutura).
Va comunque detto che l’intervento di liposuzione necessita sicuramente di tecnica e metodologia, ma è altresì fondamentale la componente artistica, o se vogliamo, una visione d’insieme armonica. Possiamo pertanto affermare che la liposuzione, o la lipoaspirazione, è l’intervento con il più alto tasso artistico tra quelli estetici
.

Nella liposuzione possiamo racchiudere diverse tecniche e semplificando possiamo citare le più importanti: liposuzione tradizionale (secca), la liposuzione a tumescenza, lipomodel, liposound e micro lipoaspirazione. Fondamentalmente rappresentano l’evolversi negli anni della cura alla cellulite e massa grassa in eccesso, unite alle sempre più confacenti risposte mediche dettate dalle crescenti esigenze provenienti dal mondo femminile.
La liposuzione tradizionale è la prima tecnica nata eseguita in anestesia generale, utilizza una grossa cannula che, introdotta nella massa grassa interessata ( solitamente grosse quantità), ne aspira le cellule adipocitarie con una potente pompa. E’ questa una tecnica volta a ridurre i volumi più che a dare risultati estetici. Dopo un intervento di liposuzione tradizionale le depressioni o avvallamenti più o meno evidenti sono frequenti. Potremmo quasi affermare che è una tecnica rivolta prevalentemente al dimagramento che alla cura estetica ed armonica del corpo.
Con la liposuzione a tumescenza si è voluto imbibire il tessuto adipocitario con grandi quantità di soluzioni a base d’acqua (formula di Klein), ottenendo così un duplice beneficio: da una parte un inevitabile scollamento dei tessuti e dall’altra un facile movimento della cannula sui piani. La liposuzione a tumescenza è possibile praticarla in anestesia locale e nei casi necessari con sedazione. Di sicuro questa tecnica è meno cruenta rispetto alla liposuzione tradizionale.
Nel ‘94 venne introdotta in Italia una innovativa tecnica di lipoaspirazione denominata lipomodel ad opera del dottor Cursio. Per la prima volta ci si era posto l’obiettivo nell’affrontare una lipoaspirazione tenendo conto non solo delle masse da aspirare (per la verità in questo caso di medie e piccole entità), ma anche del risultato estetico, donando alla cute un aspetto più liscio e uniforme possibile. Inoltre, il lipomodel fu innovativo in quanto è stata la prima tecnica ad esito cicatriziale zero, la cute viene perforata con un ago da 17 G e attraverso tale perforazione viene introdotta la microcannula. Il lipomodel utilizza una piccola corrente inavvertita dalla paziente per sciogliere la massa grassa ed ecco spiegata la ragione che ne permette l’aspirazione attraverso una micro cannula. Naturalmente un intervento come questo necessita di più tempo per aspirare la massa in eccesso rispetto ad una liposuzione ove vengono utilizzate cannule di diametro più grosse.
Il liposound, nato negli Stati Uniti d’America, ad opera di Silberg utilizza la tumescenza, però ha affrontato e in buona parte risolto la questione dei tralci fibrosi (che sono strutture di fibre che legano i vari vacuoli di grasso). In pratica dopo l’anestesia locale vengono applicate sulla cute della massa grassa interessata, dei trasduttori ultrasonori di diversa lunghezza d’onda atte a spezzettare i tralci fibrosi di media e piccola entità permettendo così non solo di facilitare l’aspirazione con una microcannula, ma di ottenere un’apprezzabile risultato estetico con distensione della cute e riduzione o perfino scomparsa della buccia d’arancia. Anche nel liposound, non vi è pressoché alcun esito cicatriziale.
La microlipoaspirazione o microliposuzione è, come chiarisce il termine, una lipo per aree piccole, che può riguardare il mento, le caviglie, il gibbo, ecc… In questo caso, al di là delle masse aspirate molto contenute, ciò che è importante è lo scollamento dei tessuti con una tunnellizzazione eseguita ad arte in riferimento alle sedi interessate, perché si abbia un risultato esteticamente molto apprezzabile. Nella microlipoaspirazione l’esperienza e la visione d’insieme giocano un ruolo importante per il conseguimento di un soddisfacente risultato.
La liposuzione può essere praticata su più parti del corpo e il risultato ottenibile è condizionato da alcuni elementi fra i quali merita citare la presenza di : assenza di elasticità cutanea, presenza importante di noduli fibrotici, irregolarità della superficie cutanea, ecc…Naturalmente attendere che il quadro della cellulite peggiori, significa ridurre la possibilità di avere un risultato eccellente. Il punto di partenza è fondamentale perché si possa sognare un risultato non solo dalle forme armoniche , ma anche con una pelle perfettamente liscia e distesa. Insomma prima si comincia meglio è, considerato che una liposuzione ben fatta può dare risultati stabili e duraturi negli anni.
Le cosce esterne o coulotte de cheval rappresentano un problema serio e annoso per le donne delle nostre latitudini. E’ notorio che la donna del Mediterraneo, avendo la conformazione del bacino ampia, presenti quel caratteristico aumento di volumi proprio sulla parte alta dell’esterno coscia. Elemento questo assente, per esempio, nelle donne nordiche. Oltre la metà delle liposuzioni fatte riguardano proprio questa sede ed è la parte ove si concentrano le attenzioni che generano disappunto nella donna. I volumi possono essere anche decisamente importanti, oppure esili masserelle , ma non per questo meno preoccupanti. Il più delle volte esiste una leggera asimmetria delle due coulotte, e non è infrequente osservare mono o bilateralmente, retrazioni fibrotiche ( i buchi o tagli addirittura) con la pelle che rientra verso l’interno. Il risultato ottenibile in questa zona è solitamente buono, ove non, ottimo.
Anche i fianchi si riallacciano alla conformazione fisica della donna sopra descritta, per quanto statisticamente meno frequenti della coulotte. Apparentemente meno grave della coulotte , determina tuttavia un notevole “appesantimento” e “goffagine” del corpo, difatti la riduzione di questi volumi snellisce e slancia la figura. Solitamente in questa sede non vi è presenza marcata di retrazione cutanea, ma può essere ricca di tralci fibrosi. Solo raramente i fianchi possono sconfinare sul giro vita, e in questi casi è bene valutare la possibilità di asportare anche tale volume nel corso dello stesso intervento.
L’intervento di liposuzione sui glutei va studiato attentamente in quanto non potrà mai essere preso in seria considerazione se il risultato a cui porterà sarà la sola riduzione della prominenza posteriore della sede e quindi un sedere piatto. Bisognerà pertanto attentamente valutare il volume della prominenza con la conformazione vista dal posteriore, con particolare attenzione rivolta alla parte bassa dei glutei mirando all’arrotondamento ai margini inferiori - esterni raccordandoli armonicamente con le cosce. Molto importante ancora la zona del solco sottogluteo, cercando la soluzione che porti alla definizione netta tra coscia e gluteo sovrastante.
L’addome tende, come tutti i tessuti, a cedere con il passare degli anni, e le gravidanze, nonché gli aumenti di peso, ne peggiorano il quadro. E’ un problema che riguarda molto più le donne nordiche rispetto a quelle mediterranee. Tuttavia, dopo i 40 anni, è facile accorgersi di non avere il ventre piatto come accadeva a 20 anni. La liposuzione all’addome va presa in esame solo nei casi in cui c’è sì un volume, ma una presenza ancora evidente per turgore cutaneo. Le liposuzioni che meglio riescono sull’addome, sono quelle che riguardano il pannicolo sotto ombelicale. La eventuale presenza di noduli e irregolarità sovra ombelicale ( ove fosse stata scartata l’addominoplastica) può essere agevolmente trattata con la fosfatidilcolina che ne riduce un tantino il volume e ridona un evidente aspetto liscio alla zona.
La liposuzione nell’interno delle ginocchia solitamente non riguarda grandi masse, ma il più delle volte contenute masserelle di grasso che impediscono di esaltare la silhouette delle gambe. Determina forte imbarazzo quella seppur minima prominenza verso l’interno delle ginocchia, cambiandone profondamente l’aspetto estetico.
La asportazione di queste piccole masse di grasso , con una sapiente tunnellizzazione, può portare a risultati straordinari, donando alla donna la libertà di abbigliarsi secondo i propri desideri. E’ una zona questa che richiede da parte del medico una esperienza e conoscenza approfondita in quanto sede di vasi e strutture tendinee importanti.
La liposuzione alle caviglie richiede, oltre ad una profonda conoscenza, una acclarata esperienza . E’ una sede particolarmente delicata, nonché difficile da trattare e per quelle persone che devono essere sottoposte ad una liposuzione in questa zona, le caviglie vanno attentamente studiate. In ogni caso la liposuzione alle caviglie difficilmente darà esito ad un risultato straordinario e comunque non si potranno aspirare masse importanti come, per esempio, le masse presenti nella lipodistrofia essenziale. Indicata per quelle caviglie che presentano masserelle moderate nella parte posteriore.
La liposuzione al volto è generalmente una microlipo dai volumi veramente minimi che, però, con una tunnellizzazione fatta ad arte, possono creare quell’effetto lifting in grado di esprimere al meglio l’armonia del volto . Le micro cannule sono tali per cui non residua (come peraltro in tutte le altre parti del corpo) nessun esito cicatriziale.
Le sedi, oggetto di intervento di micro lipoaspirazione, sono il doppio mento e le guance ( bolla di Bichat).
Una sede rara, ma comunque importante, è la presenza del gibbo sulla zona basale della colonna cervicale. E’ un inestetismo che determina un aspetto taurino e per quanto sia relegato in una zona apparentemente nascosta agli occhi, conferisce non poco imbarazzo alla persona. Il risultato ottenuto dopo una liposuzione in questa area è solitamente più che buono.
Raramente e per scelte legate alla programmazione di più interventi nel corso del primo intervento chirurgico, il seno può essere sottoposto ad un intervento di liposuzione , per quanto oggi minimamente condiviso questo vecchio approccio alla cura chirurgica del seno.
La liposuzione al seno ha il vantaggio di ridurre i grandi volumi di massa grassa presenti nelle iperplasie mammarie importanti (dalla settima taglia in sù) consentendo nel successivo intervento di riduttiva un lavoro più agevole e meno cruento. Gli odierni progressi compiuti dalla chirurgia non ne rendono tuttavia necessario questo approccio.
Nelle ginecomastie o anche nelle pseudo ginecomastie, interventi eseguiti naturalmente sul petto dell’uomo, la liposuzione è tra gli interventi quello più indicato e, se ben eseguito, può donare risultati soddisfacenti.
Dopo l’intervento in sala operatoria verrà indossata la guaina o le calze compressive.
Il post operatorio è segnato da un gonfiore quale risposta del trauma arrecato ai tessuti. Anche un moderato colpo del corpo battuto contro uno spigolo determina una presenza del gonfiore ( edema) , immaginiamo uno scollamento muscolare o tissutale in generale. Quanto è più vasta la zona tanto maggiore sarà il gonfiore che ci si dovrà aspettare, anche se nei tessuti molli rispetto a quegli interventi ove necessitano tagli ossei, il recupero è solitamente più celere. Naturalmente a queste variabili vanno sommate le caratteristiche biologiche individuali di ciascuna persona.
Per quanto riguarda le liposuzioni, l’edema aumenta nelle 48 ore successive all’intervento e di seguito lentamente incomincia a regredire fino a raggiungere intorno alla terza settimana, periodo sottoposto a tutela con guaina o calza compressiva , un recupero che mediamente si attesta intorno a 70 % – 80 %.
Il dolore pur variabile da persona a persona è generalmente presente, ma in ogni caso è di tipo “sordo”, viene cioè messo in evidenza quando si schiaccia o si batte sulla zona interessata, diversamente è molto contenuto in pressochè tutte le tecniche tranne nella liposuzione tradizionale secca, ove invece la sensazione dolorosa è più marcata. In ogni caso è consigliabile per i primi due giorni assumere un antidolorifico che non sia l’aspirina.
Durante la prima settimana è sconsigliato fare sforzi , con le tecniche soft si torna alla vita di relazione sin dall’indomani dell’intervento, astenendosi dal sottoporre il corpo a sforzi ( scale a piedi, sacchetti della spesa, ecc…) . L’attività motoria è consigliato iniziarla alla quarta settimana dopo l’intervento.
Per le liposuzioni in special modo sarebbe auspicabile aiutare i tessuti con un’azione di drenaggio possibilmente eseguita da mani esperte a incominciare in alcuni casi sin dalla seconda settimana dopo l’intervento. Il massaggio deve essere drenante e dolce atto a rimuovere i liquidi stagnanti e a ripristinare il circolo locale .
Ormai possiamo affermare che le liposuzioni vengono eseguite in anestesia locale, al massimo con sedazione o comunque sarebbe auspicabile che si adottasse questo tipo di anestesia. Le tecniche si sono così evolute e sono divenute estremamente soft da consentirci di abbandonare la ormai desueta anestesia generale per la liposuzione estetica. In ogni caso la paziente, il giorno dell’intervento, verrà visitata dall’anestesista presso la clinica convenuta e verrà deciso il tipo di anestesia locale e eventualmente il tipo di sedazione nonché la durata delle stesse.
Le paure generate negli anni da episodi di cronaca, hanno notevolmente aumentato l’incertezza e i dubbi sul mondo della liposuzione. Giustificate e assolutamente condivisibili poiché un intervento estetico non può divenire episodio di morte o di un danno al corpo smisuratamente alto. Tuttavia va precisato che molti di quegli episodi di cronaca hanno messo in evidenza incompetenza da parte dei sanitari, strutture inadeguate , igiene scarsa e professionalità discutibile. Anche il più semplice degli interventi chirurgici nasconde, perché apparentemente non visibili, lavoro, preparazione, attenzione, ordine, metodologia, professionalità, che sono parte integrante e concorrono alla riuscita dell’intervento stesso. Pertanto è utile, nonché giusto, che la persona interessata all’intervento sappia, documentandosi, di trovarsi in mani sicure. In definitiva quando si avverte il bisogno di ricorrere alla liposuzione e c’è la conferma a tale indicazione da parte del medico, il rischio per questo tipo di intervento non può essere diverso rispetto ad altri interventi e in ogni caso tutto ciò che attiene all’intervento deve essere esaurientemente chiarito alla paziente.
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